Racchette e Parole

Il tennis oltre le parole

Abbigliamento tecnico ufficiale della Federazione Italiana Tennis e Padel: Joma – Recensione

In questo articolo vi parlo dell’abbigliamento tecnico utilizzato dai giocatori e dalle giocatrici della nazionale italiana di tennis quando vengono convocati per le competizioni a squadre per nazione.

La FITP, dal 1° gennaio 2021, ha scelto Joma come sponsor tecnico ufficiale. Da quel momento, tutte le nazionali azzurre, il settore tecnico dei maestri nazionali, gli ufficiali di gara, i bambini dei centri estivi FITP e gli opinionisti del canale della Federazione Italiana Tennis e Padel, ovvero SuperTennis, hanno iniziato a indossare abbigliamento brandizzato Joma.

Le nazionali azzurre, quando entrano in campo per l’inno nazionale, indossano la tuta ufficiale FITP di colore bianco, ma la tengono solo durante l’ascolto dell’Inno di Mameli. Successivamente possono toglierla per giocare e ciascun atleta utilizza la propria t-shirt con il marchio che preferisce.

Per gli appassionati che vogliono acquistare prodotti della FITP, l’azienda spagnola mette a disposizione il proprio sito web, dove chiunque può registrarsi e comprare ciò che preferisce della Federazione.
Qui vi lascio un link che vi porta al sito ufficiale JOMA: https://www.joma-sport.com/it_IT/sport/tennis/fitp/

Inoltre, durante il Masters 1000 di Roma, è presente uno stand Joma dove è possibile acquistare i prodotti desiderati. Qui si possono trovare sia magliette e pantaloncini generici, sia le collezioni ufficiali della FITP.
Per i tesserati della Federazione sono previsti sconti dedicati del 15%. Inoltre, sulle collezioni degli anni precedenti vengono applicate ulteriori scontistiche; tuttavia, le taglie disponibili variano in base alle rimanenze di magazzino.

Non vi resta che iniziare a giocare a tennis indossando l’abbigliamento utilizzato dai vostri beniamini: vi sentirete ancora più vicini ai colori della nazionale.

Sinner come Panatta: 50 anni dopo l’Italia torna a regnare a Roma

Il ritorno di un italiano sul trono di Roma

Da qualche giorno si sono conclusi gli Internazionali BNL d’Italia 2026 e finalmente possiamo tornare a festeggiare la vittoria del torneo romano dopo ben 50 anni di assenza di un tennista italiano. L’ultimo a riuscirci fu Adriano Panatta nel 1976.

L’assenza di Alcaraz e l’impresa storica di Sinner

L’assenza di Carlitos Alcaraz al torneo di Roma, a causa dell’infortunio al polso accusato durante il torneo ATP 500 di Barcellona nel match di primo turno contro Virtanen, ha permesso a Jannik Sinner di compiere l’impresa: non solo vincere il torneo di Roma, ma anche completare il Career Golden Masters, diventando così il più giovane tennista a ottenere questo riconoscimento e il secondo a riuscirci dopo Novak Djokovic, nell’agosto del 2018.

Una finale da sogno: Sinner contro Ruud

Nella finale degli IBI26 si sono affrontati Jannik Sinner e Casper Ruud, entrambi teste di serie del tabellone principale del torneo.

Partenza complicata per il campione azzurro

La partita inizia con Sinner subito sotto per 0-2. Nel terzo game riesce a recuperare il break di svantaggio e conquista il suo primo game della partita.

Il break decisivo che cambia il primo set

Il primo set continua sempre in salita per il tennista altoatesino, ma con il punteggio che resta in perfetta parità fino al 4-4, quando Sinner riesce a ottenere il break ai danni del tennista norvegese. Grazie a questo break ha la possibilità di servire per conquistare il primo set e, durante il proprio turno di battuta, chiude sul 6-4.

Jannik accelera: il secondo set prende forma

Il secondo set parte alla grande per Jannik, che si porta subito sul 2-0 in suo favore. Qualche game più tardi, in seguito a un lungo e intenso scambio, Sinner prova a uscirne con una smorzata vincente che gli consegna il 3-1.

Sinner domina il ritmo della finale

Il proseguimento del secondo set vede il tennista di Sesto Pusteria molto concentrato e fiducioso verso la conquista del titolo.

Il punto simbolo della finale romana

Ruud ha la possibilità di recuperare il break appena subito, ma in quel momento si trova in risposta: Sinner piazza una prima potente al centro a 199 km/h; il tennista norvegese tenta una risposta efficace, ma la palla rimbalza al centro del campo. Jannik può così mettere i piedi dentro il campo e, con un dritto inside-out, prendere in contropiede il tennista di Oslo.

Il momento più atteso: servire per il titolo

Nel game successivo, Ruud resta sempre a un solo game di distanza dal tennista altoatesino, che dopo il cambio di campo ha la possibilità di servire per il titolo che mancava ancora nella sua bacheca dei Masters 1000.

Tre Championship Point per entrare nella storia

Nel game conclusivo del match, Sinner si porta rapidamente sul 40-0 e conquista tre Championship Point per chiudere rapidamente i conti.

Il nuovo re di Roma

Gli basta il primo: dopo uno scambio comandato in piena sicurezza, diventa il nuovo re di Roma e conquista un altro Masters 1000 che mancava nella sua collezione di trofei.

(Qui sotto potete trovare gli Highlights del match!)

Scontro generazionale tra due stelle delle Next Gen ATP Finals dello scorso anno – Fonseca vs Jodar

Introduzione al match

Nella giornata di ieri, domenica 26 aprile, è andata in scena a Madrid una partita tra due giocatori di grande talento, entrambi nati nel 2006: il brasiliano Joao Fonseca e lo spagnolo Rafael Jodar, che si è imposto sul tennista originario di Rio de Janeiro.

Avvio della partita

La partita inizia subito con ritmi molto alti: Fonseca decide di servire per primo e si porta rapidamente sull’1-0 in suo favore.

La risposta di Jodar

Nel game successivo il tennista spagnolo restituisce il favore concesso in precedenza al giocatore di Rio. Parità ristabilita: 1-1.

Equilibrio iniziale e primo break

Il set prosegue con entrambi i giocatori che mantengono i propri turni di servizio, fino a quando, sul 2-2, Jodar ha la possibilità di effettuare il break. Fonseca serve una seconda palla in kick che Rafael può facilmente aggredire con un rovescio lungolinea, costringendo il brasiliano a un difficile recupero. Ci riesce, ma la palla rimane troppo corta e il tennista madrileno può chiudere agevolmente lo scambio. Break Jodar, che sale 3-2.

Fonseca, dopo qualche game, si riaccende e sul 5-5 si assicura il tiebreak.

Un tiebreak dominato da Jodar

I due approdano così al tiebreak: Fonseca non riesce a chiudere i punti perché di fronte trova uno Jodar ispirato, deciso a non concedere nulla. Sul 6-4 Rafael piazza una prima potente al centro, impossibile da controllare per il brasiliano. Jodar si aggiudica il primo set con il punteggio di 7-6.

La rimonta di Fonseca

Fonseca prova a rimettere in piedi un match molto insidioso per lui. Realizza diversi vincenti e ottiene punti anche grazie alle palle corte. Alla fine, seppur con fatica, vince il secondo set e riapre un incontro che sembrava ormai compromesso. Sarà il terzo set a decidere chi avanzerà al turno successivo del Mutua Madrid Open.

Il terzo set e il momento di rottura

L’inizio del terzo set è infuocato: sul punteggio di 1-0 per Fonseca, il brasiliano subisce il break. Frustrato, distrugge la racchetta e riceve un warning per violazione del regolamento (“racket abuse”).

Jodar prende il controllo

Da quell’episodio la partita sembra prendere una direzione precisa: Fonseca diventa molto falloso, commette numerosi errori e non riesce più a ritrovare il proprio schema di gioco. Jodar, invece, continua a macinare game su game, lasciandone soltanto uno al suo avversario.

Rafael Jodar si impone su Joao Fonseca con il punteggio di 7-6, 4-6, 6-1.

Analisi finale e prospettive

Entrambi hanno giocato una grande partita, ma l’applauso va in particolare a Rafael Jodar, che ha saputo difendere il punteggio in diverse situazioni delicate del match. Questo giovane ragazzo ha ottime prospettive per diventare un nuovo “rivale” di Carlos Alcaraz. Negli ultimi anni ha compiuto un exploit impressionante: partito nel 2023 dalla posizione numero 1676 del mondo, in soli quattro anni ha scalato la classifica fino al suo best ranking attuale, numero 42 del mondo a soli 19 anni, undici posizioni dietro proprio a Joao Fonseca.

Conclusione

Il futuro della Next Gen è appena iniziato e non finisce qui.

Sinner principe di Montecarlo – batte Alcaraz e torna numero 1 del mondo

Nella giornata di ieri è andato in scena a Montecarlo un match che resterà nella storia del tennis. Sette anni dopo Fabio Fognini, un altro italiano torna a vincere nel Principato di Monaco.
Sinner, dopo aver combattuto per due ore e un quarto, si aggiudica un match spaziale contro il suo rivale spagnolo Carlos Alcaraz e torna numero uno del mondo, dopo un periodo in cui quella posizione è stata occupata dal tennista di Murcia.

La finale inizia con Sinner sotto di un game. Sul 30-15 per l’azzurro, serve una buona prima di servizio a uscire; lo spagnolo risponde, Sinner si coordina ed esegue uno schiaffo al volo di dritto, ma non riesce ad angolarlo a sufficienza: rimane troppo centrale e Carlos arriva in corsa effettuando un dritto incrociato che il tennista altoatesino non può prendere.

Nel punto successivo Alcaraz ha la possibilità di fare il break. Sinner serve una seconda di servizio in kick e Alcaraz risponde verso il lato destro del campo; Sinner, dopo aver servito, si gira subito con il dritto e prova un dritto a sventaglio che purtroppo termina largo di poco. Alcaraz consolida il vantaggio e si porta sul 2-0.

Sinner, nel game successivo, costretto a inseguire, recupera il break e vince il suo primo game della partita.

Il set prosegue in equilibrio: nessuno trova il coraggio di allungare il punteggio. Tra palle corte e recuperi in corsa, entrambi arrivano al tie-break, dove si decide il vincitore del primo set. Durante il tie-break Sinner sembra non voler mollare e continua a macinare punti; sul set point in favore dell’azzurro, Carlos serve ma commette un doppio fallo che regala il set a Sinner.

Il secondo set comincia con i due sfidanti ancora alla pari. Sul 3-3 si portano sul 40-40: Sinner sembra avere molta più energia del tennista spagnolo e, dopo uno scambio intenso, realizza un dritto lungolinea devastante che termina sulla riga; il suo rivale prova ad arrivarci disperatamente ma non riesce a recuperare quella palla. Sinner vince il game e si porta in vantaggio.

La partita cambia ritmo sul 4-3 per il tennista di San Candido, che costringe Carlos a una volée complicata, in completa distensione, che termina in corridoio. Sinner ottiene il break e si trova a servire per il match con due game di vantaggio. Carlos è in totale confusione e regala a Sinner due Championship Point: basta il primo e Sinner diventa ufficialmente il nuovo principe di Montecarlo, tornando numero uno del mondo.

Sinner ha trionfato a Montecarlo dopo una lunga settimana impegnativa. Ha giocato una grande partita, come sa fare, e ottiene il quarto Masters 1000 consecutivo, il terzo in questo 2026: dopo i titoli conquistati a Indian Wells e Miami, vince anche quello di Montecarlo.

Ora i due rivali si trovano a 110 punti di differenza. Carlos, dopo questa sconfitta, è volato subito a Barcellona per il torneo ATP 500 e, in caso di vittoria, tornerebbe momentaneamente primo nel ranking ATP per pochissimi punti di differenza (60). Entrambi si ritroveranno nel torneo Masters 1000 di Madrid per un nuovo possibile testa a testa.
Del resto, questo anno tennistico è appena iniziato e speriamo che possa riservare ancora tantissime sorprese per il nostro movimento tennistico italiano.

“La mente vince più del braccio”: i principi mentali che ogni tennista dovrebbe allenare

Il tennis è uno sport mentale travestito da sport fisico.
I tennisti professionisti spesso si trovano davanti a situazioni difficili da gestire, come ad esempio fronteggiare una palla break oppure impedire all’avversario di conquistare il set o il match. Questo provoca una sorta di crisi mentale e nel cervello cominciano a diffondersi tutti quei pensieri che affollano la mente degli atleti (es. “cavolo, se sbaglio questo punto vince il game, e poi chi lo raggiunge più?”, “oddio, devo servire per non far fare il break all’avversario, che ansia…”).

Una volta che l’atleta formula questi pensieri, il cervello tende a convincersene e questo può comportare un crollo emotivo, ansia da prestazione oppure, quando il giocatore sbaglia frequentemente, rabbia e perdita di lucidità.

Fronteggiare i momenti critici nei momenti chiave del match

Per fronteggiare questi momenti critici, alcuni giocatori come ad esempio Rafael Nadal, ex giocatore spagnolo e campione Slam, pur essendo talentuoso e un grandissimo campione, hanno avuto difficoltà nella gestione della tensione durante la partita, in particolare nei momenti chiave che possono far girare il match in meglio o in peggio.

La tecnica della routine

Per scaricare la tensione, Nadal metteva in atto una serie di strategie di gestione dell’ansia che lo aiutavano, riuscendo così a vincere i singoli punti e le partite. Queste tecniche, nel gergo tennistico, vengono chiamate “routine” e vengono messe in atto tra un punto e l’altro del match. Nel suo caso consistevano nel toccarsi il viso come se avesse prurito, sistemarsi le orecchie, aggiustarsi i pantaloncini eliminando le grinze e infine asciugarsi le mani su di essi. Questo è un ottimo modo per gestire la tensione e trasformarla in concentrazione (focus).
Un’altra routine che la maggior parte dei tennisti esegue è quella di farsi dare dal raccattapalle più palline e farle scorrere tra le dita: in questo modo l’atleta può scegliere quella che ritiene migliore, scartando quelle che non lo convincono.

Il concetto di “momentum”

Per quanto riguarda sempre la componente mentale, bisogna evidenziare un concetto che nella psiche dei giocatori ha un peso molto importante durante un match: il “momentum”, cioè l’inerzia psicologica e tattica che può cambiare l’andamento della partita. Quando un giocatore ha il momentum dalla sua parte, tutto gli sembra più semplice nel fronteggiare le situazioni che si presentano; al contrario, quando lo perde, ogni punto pesa il doppio e sembra quasi che, invece di perderne uno, ne abbia persi due.

Il momentum si divide in due tipi:

  • Il momentum negativo: si verifica quando il giocatore prende decisioni affrettate, perde il controllo emotivo e nella sua testa pensa “va tutto storto”.
  • Il momentum positivo: si ha quando il giocatore pensa dentro di sé “sto andando alla grande” e questo aumenta la sicurezza; diventa più lucido nelle scelte e gestisce meglio il gioco.

Questo aspetto mentale viene approfondito anche dai maestri della Federazione Italiana Tennis e Padel durante la loro formazione, poiché alcuni si specializzano nell’area mentale diventando “mental coach”, con il compito di aiutare lo sportivo attraverso tecniche specifiche, guidandolo nella gestione consapevole di sé stesso sia dal punto di vista tecnico sia mentale. Capire e saper gestire questi aspetti è una delle abilità più importanti nel tennis moderno.

Il focus sulla partita che si sta giocando senza pensare al dopo

Un’ultima tecnica che i tennisti applicano è quella di concentrarsi sulla partita che stanno giocando in quel momento, senza pensare a quelle successive. Pensare alle partite future può infatti portare a un calo della prestazione, aumentando sia la tensione sia la distrazione.

Personalmente quando gioco un torneo e devo affrontare, ad esempio, una palla break, prima di servire cerco di respirare profondamente, buttando fuori tutta la tensione accumulata durante la partita.

“MasterFlavio”, Cobolli infiamma il Campo dei Principi

Due giorni fa’ ha preso il via il primo Masters 1000 sulla terra rossa in quel di Montecarlo. La stagione sul rosso è appena cominciata, ma ha già regalato spettacolo puro. Ieri, infatti, è andata in scena una battaglia fatta di cuore, grinta e adrenalina: due ore e mezza da vivere tutte d’un fiato, davanti alla TV o sugli spalti del Campo dei Principi. Spero che abbiate preparato i popcorn, perché la sfida tra Flavio Cobolli, il nostro “Davis-man”, e l’argentino Francisco Comesaña è stata semplicemente imperdibile.

I primi scambi di match vedono Cobolli subito sotto di un game, chiamato a servire per non lasciare scappare l’avversario. Si porta rapidamente sul 40-0 e, con un servizio in kick al centro, apre lo scambio. Poi arriva la palla giusta: si gira sul dritto e lascia partire un lungolinea devastante che si stampa a pochi centimetri dalla riga. Game Cobolli, e parità ristabilita.

Il set prosegue con l’azzurro sempre a inseguire, sotto di uno o due game, ma capace ogni volta di rientrare. Sul 5-5 annulla anche una palla game all’avversario, poi costruisce un punto straordinario, facendo correre Comesaña da una parte all’altra del campo fino all’errore finale dell’argentino. Il pubblico esplode come allo stadio, mentre anche il suo team applaude entusiasta.

Dopo aver conquistato il break, Cobolli va a servire per il set. Il game è solido e, sul set point, un’altra prima in kick costringe Comesaña a rispondere in difficoltà. Flavio legge tutto in anticipo e chiude con l’ennesima rasoiata lungolinea. Urlo liberatorio, tensione che si scioglie: 7-5 per l’azzurro.

Il secondo set si apre all’insegna dell’equilibrio, ma sull’1-1 Cobolli strappa subito il servizio all’argentino dopo uno scambio intenso. Sembra in controllo, ma il parziale prende una piega inaspettata: Comesaña alza il livello e domina, chiudendo 6-2. Tutto rimandato al terzo.

Nel set decisivo, Cobolli parte forte: break immediato e pubblico in visibilio. Due game più tardi arriva un altro momento da highlights: su una palla apparentemente persa, Flavio rincorre, recupera e piazza un passante di rovescio in corsa incredibile, infilando la palla in uno spazio impossibile. Ancora break, ancora esultanza, dito al cielo incredulo.

Sul 4-0, Comesaña prova a reagire con una combinazione servizio e stop volley di altissimo livello, strappando applausi e persino una stretta di mano a rete per lo spettacolo offerto. Ma Cobolli resta avanti.

Arrivato sul 5-3, ha due match point. Basta il primo: chiude 7-5, 2-6, 6-3 e si prende una vittoria meritata dopo una battaglia intensa.

Cobolli ha giocato una partita di altissima qualità, con qualche passaggio a vuoto nel secondo set ma tanta solidità nei momenti decisivi. È un giocatore completo, capace di esprimersi su tutte le superfici, e lo ha già dimostrato anche in Coppa Davis, dove è stato protagonista con la nazionale.

Vederlo competitivo anche nei grandi tornei ATP è motivo di orgoglio. Il margine di crescita è ancora ampio, e sognare di vederlo un giorno in top 10, accanto a Jannik Sinner e Lorenzo Musetti.

Il futuro, per Cobolli, è appena cominciato.

Riscaldamento tennis: il metodo completo per prepararti al match come un professionista

Il riscaldamento nel tennis, noto anche come warm-up, è una fase fondamentale che ogni giocatore, sia dilettante sia professionista, deve eseguire prima di entrare in campo. Un buon warm-up aiuta a prevenire infortuni, migliorare la mobilità e preparare il corpo alla partita.

Ma anche tu ti starai chiedendo: quali sono le fasi del riscaldamento prima di una partita? Se vuoi scoprirlo, leggi attentamente questo articolo prima di entrare in campo.

I campioni, una volta arrivati nel luogo di svolgimento del torneo, si allenano inizialmente con i propri allenatori, che lanciano le palline dal cesto per migliorare la direzione dei colpi e i movimenti in campo; poi fanno pratica con altri tennisti, chiamati “sparring partner”. Quando si allenano con queste giovani promesse, fanno una sessione di allenamento che dura di solito un’ora/due; dipende dalle disponibilità del campo e dello sparring.
Durante queste sessioni si eseguono esercizi che tutti i tennisti (anche dilettanti) praticano sia in allenamento sia prima di iniziare una partita. L’unica differenza è che l’allenamento dei professionisti è molto più intenso e articolato.

Ancora prima di scendere in campo, i giocatori e le giocatrici dei circuiti ATP e WTA eseguono una fase di attivazione muscolare, facendo stretching e esercizi di agilità per le gambe, nelle palestre attrezzate messe a loro disposizione.

Gli esercizi che si eseguono in campo sono:

  • Palleggio da metà campo: cercando di acquisire sensibilità con la palla.
    Una volta che si è presa confidenza da metà campo si arretra gradualmente fino a fondo campo, dove si prova a mantenere il ritmo del palleggio senza tirare forte ma facendo passare la palla circa un metro sopra la rete. Questo si fa anche in diagonale, sia di dritto sia di rovescio (circa 10-15 minuti).
  • Fondo/volée: un giocatore sta a fondo campo e prova a difendersi prendendo le volée, mentre l’altro le esegue; e poi ci si inverte (circa 5-10 minuti).
  • Fondo/smash: vale la stessa regola usata per le volée; l’unica differenza è che un giocatore alza la palla in aria mentre l’altro esegue gli smash, e anche qui ci si inverte (circa 5-10 minuti).
  • Servizio e risposta: a turno, i giocatori provano i servizi e le risposte (circa 10 minuti).
  • Partita amichevole: i giocatori disputano una partita per concludere l’allenamento, rendendo più dinamico tutto ciò che è stato provato finora (di solito un set).

Quando i giocatori scendono in campo per una partita ufficiale, effettuano un breve riscaldamento, provando a: palleggiare, attaccare a rete per testare le volée e gli smash e, infine, a eseguire i servizi. Una volta terminato il riscaldamento tornano verso la panchina per bere e, finalmente, può avere inizio il match.

Se vuoi migliorare il tuo riscaldamento e giocare meglio:

  • osserva dal vivo i tornei di tennis
  • guarda video degli allenamenti ATP
  • imita le routine dei professionisti

Seguire queste abitudini ti aiuterà a rendere il tuo warm-up nel tennis più efficace e a migliorare le prestazioni in campo.

Un buon riscaldamento è essenziale per ogni tennista. Seguire correttamente tutte le fasi del warm-up tennis ti permetterà di evitare infortuni, entrare in partita con il giusto ritmo e migliorare il tuo livello di gioco.

Derby azzurro a Marrakech: Darderi domina, Bellucci lotta ma si arrende

Nella giornata di ieri è andato in scena un derby tutto italiano sui campi di Marrakech: da una parte Luciano Darderi e dall’altra il connazionale Mattia Bellucci.

I primi game del match sono tutto sommato equilibrati. Bellucci sull’1-0 in suo favore, verso la fine del game, dopo uno scambio prolungato decide di concludere il punto con una smorzata deliziosa che lascia impietrito “Lucianone”. Nonostante questa sua stupenda conclusione non riesce a portare a casa il game.

Siamo sull’1-1 (15-0) Bellucci. Darderi dopo il servizio a uscire di Mattia in kick da sinistra, prova a rispondere da una posizione molto arretrata (quasi al bordo del campo), ma non riesce a impattare bene la palla perciò stecca ma clamorosamente la palla rimane in campo a pochi centimetri dalla riga. Bellucci ispirato, mette il turbo e con un dritto mancino in salto, tira una rasoiata che per fortuna rimane in campo pizzicando la riga.

I game proseguono alla pari, sul punteggio di 2-2 (30-40) per Darderi. Bellucci si trova a servire sotto di un punto, consapevole che l’avversario ha una possibilità per strappargli il servizio. Il game si conclude con il break per Luciano, a causa del doppio fallo del giocatore originario di Busto Arsizio. La frustrazione è evidente: la racchetta vola a terra.

Da questo momento in poi la partita cambia improvvisamente con un Darderi che prende fiducia, alza il livello e inizia a comandare gli scambi. Sul 4-3 (40-15) piazza una prima potente al corpo, ma il povero Mattia non riesce a mandare la palla oltre la metà campo avversaria. Luciano entra, con un dritto incrociato si aggiudica il punto e anche il game e si avvicina sempre di più verso la vittoria del primo set.

Bellucci nonostante ciò prova a rimanere in scia, lottando fino alla fine del set, ma il primo parziale si conclude con un errore del giocatore della provincia di Varese. Darderi vince il primo set con il punteggio 6 giochi a 4.

Il secondo set si apre con un Darderi determinato a scappare via.
Sale rapidamente in vantaggio di 2-0. Il terzo game si apre con un punto rocambolesco con Mattia un po’ in confusione: cerca di venire a rete ma Luciano gli alza un pallonetto ma in qualche modo Bellucci lo riesce a prendere e a tenere in campo con una splendida “veronica”. Lo scambio si allunga e Bellucci si apre il campo, prima con un dritto incrociato che fa perdere metri di campo a Darderi, in seguito Mattia realizza un tracciante di dritto che lascia spiazzato il suo avversario “amico”. Un punto da applausi.

Nonostante questo punto Darderi continua imperterrito nella sua corsa verso la vittoria del match realizzando punti su punti, un Bellucci quasi rassegnato di non poter vincere questo match prova a correre su tutte le palle che gli si presentano.

Il match si conclude con un servizio in kick di Luciano, Bellucci risponde ma scaglia direttamente la palla sul muro di fondo campo.
Darderi porta a casa un match di assoluto dominio con il punteggio finale di 6-4 6-2; mentre il ragazzo di Busto Arsizio si deve arrendere a un avversario molto sicuro di sé e ispirato dai risultati ottenuti finora.

Secondo il mio parere Luciano Darderi ha giocato una grandissima partita con un alto livello di tennis; è evidente che abbia qualità importanti e una determinazione che lo sta portando a crescere torneo dopo torneo.

Mattia Bellucci invece è un ragazzo molto educato con un comportamento mai fuori posto o che può creare problemi.
Ha un buon tennis anche lui, sicuramente il fatto che sia mancino lo agevola molto perché può trovare angolazioni che altri non possono essendo destrimani. In certe partite però si perde, ha quegli attimi che perde lucidità e si lascia travolgere dalle emozioni che lo portano a sbagliare tanto e a essere molto “falloso” nel servizio.
Sono sicuro che anche lui con un po’ di impegno continuando ad allenarsi e a giocare tanti tornei, quindi fare esperienza, potrà diventare un grande giocatore anche lui perché le qualità le possiede.

Quando il Dritto Diventa Magia: Il Colpo che Cambia le Partite

Il dritto è uno dei colpi più naturali e soprattutto fondamentale per un tennista di qualsiasi livello. In questo articolo ti spiego come eseguire un dritto in modo corretto e come gestire le palle difficili in qualsiasi situazione.

Partiamo con il dire che il dritto si effettua mettendosi di fianco con i piedi leggermente larghi e ben appoggiati al terreno con i piedi paralleli alla linea di fondo campo.

Quando la palla arriva molto bassa, la soluzione è piegare bene le ginocchia per raggiungerla senza perdere equilibrio. La posizione deve essere bilanciata e non troppo eretta: più sei stabile, più il colpo sarà preciso.


Le impugnature che si utilizzano di più nel dritto sono la “Eastern o Semi-Western e contribuiscono ad avere maggior potenza ma allo stesso tempo maggior controllo.

Prima di impattare la pallina bisogna effettuare una apertura e portare la racchetta indietro subito senza ritardare questo gesto con l’aiuto della mano non dominante.

Una volta fatta l’apertura avviene l’impatto con la palla con il piatto corde che deve essere perpendicolare al terreno. Il segreto è colpire la pallina davanti al corpo con la giusta distanza. La racchetta prima dell’impatto deve scendere sotto la palla per poi risalire per generare rotazione, il cosiddetto “Topspin” e deve terminare sopra la spalla opposta. Mentre si esegue il colpo bisogna trasferire il peso del corpo in avanti al momento dell’impatto per generare più potenza e avere stabilità. Ricorda sempre che se questo movimento viene interrotto prima, può portare imprecisione nella riuscita del colpo.

Questi sono tutti i step per realizzare un dritto fenomenale. Un dritto efficace non va giocato al centro del campo: meglio cercare angoli, aprire il campo e costringere l’avversario a correre. Anche un colpo non potentissimo può diventare letale se ben indirizzato.

Personalmente il dritto è uno dei miei colpi preferiti e mi riesce meglio di tutti gli altri. Lo applico in tutte le situazioni in cui mi sembra appropriato.
Con il tempo ho potuto migliorarlo e farlo diventare più potente.

Se questo articolo ti è piaciuto, condividilo con un amico tennista: magari sarà proprio lui il prossimo a migliorare il suo dritto.

Il servizio, il colpo fondamentale che può decidere un match

Il servizio è uno dei colpi basilari di un giocatore principiante o professionista e soprattutto anche quello che richiede maggior coordinazione e allenamento costante. E’ un colpo che se eseguito bene può svoltare un match. Ma tutti si chiedono, come faccio a fare un buon servizio e quale è il movimento corretto per realizzarlo al meglio?
In questo articolo ti spiego come i segreti che ti permettono di realizzare un buon servizio.

Prima di cominciare a servire è necessario fare il cosiddetto “sciogli spalla” per evitare infortuni alle spalle e stiramenti al braccio.
Dopodiché bisogna posizionarsi dietro la linea del servizio e posizionare il piede sinistro avanti e quello destro indietro se si è destrimani, al contrario il piede destro avanti e quello sinistro dietro se si è mancini; cominciare a far rimbalzare la pallina per permettere al giocatore di concentrarsi e di trovare il giusto ritmo. E’ anche un modo per l’atleta di scaricare la tensione prima di effettuare questo colpo così importante.


Subito dopo bisogna portare il peso del corpo indietro e anche la racchetta. Per essere coordinati dobbiamo lanciare la pallina mentre la racchetta va portata in alto, con il piatto corde dietro la testa e la posizione che si ottiene è la cosiddetta “posizione a trofeo”. Successivamente si esegue una rotazione dell’avambraccio e della mano verso l’esterno, la cosiddetta “pronazione” fondamentale durante il servizio (piatto, slice, kick), che serve per generare la massima velocità, controllo e soprattutto di “schiacciare” la palla verso il basso. Questo avviene un attimo prima dell’impatto con la palla partendo da una impugnatura “continental”.
Per un servizio a uscire: spostati leggermente verso il corridoio, in base al lato da cui stai servendo.
Per un servizio potente al centro: posizionati più vicino alla linea centrale di fondo campo.


Durante un match c’è sempre tanta ansia da prestazione nell’eseguirlo perfettamente in modo da non concedere punti all’avversario.
Tutti i tennisti eseguono la prima palla di servizio tirandola forte verso la riga interna del campo o verso quella esterna. Se dopo la prima palla si commette un fallo, la cosa migliore e consigliata da fare sarebbe effettuare la seconda palla di servizio con maggiore attenzione non forzandola quindi giocarla senza rischiare un doppio fallo che potrebbe concedere un punto regalato all’avversario.


Personalmente il servizio lo esercito ogni volta che mi alleno e cerco sempre di impegnarmi a farlo meglio per poter crescere nel rendimento della prima e seconda palla di servizio.
Quindi sia che ti stai approcciando per la prima volta al tennis o se sei già avviato alla disciplina, ti consiglio di dedicare 5–10 minuti prima di ogni match esclusivamente al servizio. Solo così potrai diventare un grande campione nell’eseguirlo.

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