Racchette e Parole

Il tennis oltre le parole

Il servizio, il colpo fondamentale che può decidere un match

Il servizio è uno dei colpi basilari di un giocatore principiante o professionista e soprattutto anche quello che richiede maggior coordinazione e allenamento costante. E’ un colpo che se eseguito bene può svoltare un match. Ma tutti si chiedono, come faccio a fare un buon servizio e quale è il movimento corretto per realizzarlo al meglio?
In questo articolo ti spiego come i segreti che ti permettono di realizzare un buon servizio.

Prima di cominciare a servire è necessario fare il cosiddetto “sciogli spalla” per evitare infortuni alle spalle e stiramenti al braccio.
Dopodiché bisogna posizionarsi dietro la linea del servizio e posizionare il piede sinistro avanti e quello destro indietro se si è destrimani, al contrario il piede destro avanti e quello sinistro dietro se si è mancini; cominciare a far rimbalzare la pallina per permettere al giocatore di concentrarsi e di trovare il giusto ritmo. E’ anche un modo per l’atleta di scaricare la tensione prima di effettuare questo colpo così importante.


Subito dopo bisogna portare il peso del corpo indietro e anche la racchetta. Per essere coordinati dobbiamo lanciare la pallina mentre la racchetta va portata in alto, con il piatto corde dietro la testa e la posizione che si ottiene è la cosiddetta “posizione a trofeo”. Successivamente si esegue una rotazione dell’avambraccio e della mano verso l’esterno, la cosiddetta “pronazione” fondamentale durante il servizio (piatto, slice, kick), che serve per generare la massima velocità, controllo e soprattutto di “schiacciare” la palla verso il basso. Questo avviene un attimo prima dell’impatto con la palla partendo da una impugnatura “continental”.
Per un servizio a uscire: spostati leggermente verso il corridoio, in base al lato da cui stai servendo.
Per un servizio potente al centro: posizionati più vicino alla linea centrale di fondo campo.


Durante un match c’è sempre tanta ansia da prestazione nell’eseguirlo perfettamente in modo da non concedere punti all’avversario.
Tutti i tennisti eseguono la prima palla di servizio tirandola forte verso la riga interna del campo o verso quella esterna. Se dopo la prima palla si commette un fallo, la cosa migliore e consigliata da fare sarebbe effettuare la seconda palla di servizio con maggiore attenzione non forzandola quindi giocarla senza rischiare un doppio fallo che potrebbe concedere un punto regalato all’avversario.


Personalmente il servizio lo esercito ogni volta che mi alleno e cerco sempre di impegnarmi a farlo meglio per poter crescere nel rendimento della prima e seconda palla di servizio.
Quindi sia che ti stai approcciando per la prima volta al tennis o se sei già avviato alla disciplina, ti consiglio di dedicare 5–10 minuti prima di ogni match esclusivamente al servizio. Solo così potrai diventare un grande campione nell’eseguirlo.

Come cambiare l’overgrip della racchetta da tennis (e sentirla subito nuova)

Cambiare l’overgrip è una prassi che ogni tennista dovrebbe conoscere: richiede pochi minuti, costa pochissimo e può trasformare completamente la sensazione della racchetta in mano. Un overgrip nuovo significa più controllo, meno scivolamenti, niente vesciche e una presa sempre sicura anche nei momenti più intensi del match.

In questa guida ti spiego passo passo nel processo con consigli pratici.


Perché l’overgrip è così importante?

L’overgrip è quella sottile striscia che avvolge il manico della racchetta. Non è solo un accessorio: è il punto di contatto tra te e la tua racchetta.
Un buon overgrip:

  • assorbe il sudore e migliora la presa
  • aumenta comfort e sensibilità sul colpo
  • protegge il grip originale, più costoso da sostituire

E soprattutto si cambia in due minuti.


Cosa ti serve

  • Un overgrip nuovo
  • Forbicine
  • Nastro di finitura (di solito incluso nella confezione)
  • Un po’ di pazienza la prima volta

Come cambiare l’overgrip: la guida passo passo

1. Rimuovi il vecchio overgrip

Togli completamente il nastro usurato, lasciando intatto il grip originale sotto.
Se c’è colla residua, pulisci il manico con un panno.

2. Prepara il nuovo overgrip

Srotolalo e rimuovi la pellicola protettiva.
Troverai un’estremità con una piccola linguetta adesiva: è da lì che inizierai.

3. Inizia dal tappo

Appoggia la parte adesiva sul fondo del manico.
Ora avvolgi in senso orario.

Questo garantisce che le dita “spingano” sulla sovrapposizione senza sollevarla.

4. Avvolgi con sovrapposizione costante

Salendo verso l’alto, sovrapponi ogni giro di 2–3 mm circa.
Tieni una tensione uniforme: troppo forte rischia di assottigliare il nastro, troppo debole crea grinze.

5. Arriva in cima e rifinisci

Quando raggiungi la fine del manico:

  • taglia l’eccesso con un taglio diagonale per un risultato pulito oppure lascialo intero.
  • Per essere sicuri che l’overgrip non si srotoli e per tenerlo fermo applica un nastro adesivo.
  • Per rifinire il lavoro e renderlo più bello da vedere, applica il nastro in dotazione con il logo del marchio dell’overgrip.

In meno di due minuti la tua racchetta è pronta a tornare in campo.


Quanto spesso va cambiato l’overgrip?

Dipende da quanto giochi, ma in generale:

  • Ogni 6–10 ore di gioco per chi gioca regolarmente
  • Subito se senti il manico scivoloso o troppo liscio
  • Molto più spesso se sudi molto (in estate anche ogni sessione)

Consigli da tennista a tennista

  • Se hai le mani sudate, scegli overgrip dry o perforati.
  • Se vuoi più grip appiccicoso, scegli i modelli tacky.
  • Ogni overgrip aggiunge un po’ di spessore al manico: utile se lo senti troppo sottile.
  • Non avere paura di sbagliare: dopo 2–3 volte diventa un gesto naturale.

Conclusione

Cambiare l’overgrip è il modo più semplice e veloce per migliorare immediatamente la tua esperienza in campo. È un gesto da pochi minuti che può fare la differenza tra una racchetta che scivola e una che senti davvero tua.

Sinner domina Miami: doppio 6-4 a Lehečka e Sunshine Double completato

La finale del Masters 1000 di Miami tra Jannik Sinner e Jiří Lehečka ha offerto un tennis intenso, tattico e ricco di momenti chiave, pur mantenendo un filo conduttore chiaro: la capacità dell’azzurro di alzare il livello nei passaggi decisivi. Il risultato finale, 6-4 6-4, fotografa bene una partita combattuta ma sempre sotto il controllo mentale e tecnico del numero uno italiano.


Primo set: equilibrio, ma Sinner colpisce nei momenti giusti

Il primo set è stato il più equilibrato dell’incontro. Lehečka ha confermato la sua crescita, imponendo ritmo e aggressività soprattutto nei primi turni di servizio. Sinner, però, ha mostrato una gestione impeccabile dei punti importanti: solido negli scambi da fondo, chirurgico nel trovare profondità e angoli quando serviva.

Il break decisivo arriva nel momento più pesante del set, e da lì Jannik non concede più spiragli. Il 6-4 iniziale è il frutto di una superiorità sottile ma costante.


Secondo set: la pioggia spezza il ritmo, ma non quello di Sinner

L’inizio del secondo parziale è segnato da un episodio particolare: sul 15-30 con Lehečka al servizio, la pioggia costringe i giocatori a rientrare negli spogliatoi. Una pausa che avrebbe potuto cambiare inerzia e tensione.
Al rientro, il match riparte con la stessa intensità. Sul 2-2, il ceco trova un allungo momentaneo, spingendo forte e sorprendendo Sinner con un paio di accelerazioni vincenti. L’azzurro però reagisce immediatamente: controbreak nel game successivo e nuova parità.
Lehečka non molla e gioca un game di altissimo livello che gli permette di tornare avanti. È il suo ultimo vero squillo.


Il momento decisivo: Sinner sale di livello sul 4-4

Sul 4-4, con Lehečka al servizio e il punteggio di 30-40, Sinner costruisce il punto più importante del match: pressione costante, profondità millimetrica e la capacità di leggere in anticipo le intenzioni dell’avversario. Arriva così il break decisivo, quello che gli spalanca la porta del titolo.
Da lì, la sensazione è che il finale sia già scritto.


Il game che vale il titolo: potenza, precisione, freddezza

Servire per il titolo non è mai semplice, ma Sinner lo fa con una lucidità da campione affermato. Il punto conclusivo è un piccolo manifesto del suo tennis:

  • Servizio potente al centro
  • Rovescio lungolinea che apre il campo
  • Volée di chiusura di dritto

Una combinazione perfetta, eseguita con naturalezza e sicurezza.


Doppio 6-4, titolo a Miami e Sunshine Double completato

Con il secondo 6-4, Sinner si conferma campione del Masters 1000 di Miami e completa un mese straordinario negli Stati Uniti, coronato dal prestigioso Sunshine Double. Un traguardo che lo colloca definitivamente tra i dominatori del circuito.

La sua continuità, la capacità di gestire i momenti chiave e la maturità tattica mostrata in finale sono il segno di un giocatore ormai pienamente consapevole del proprio valore.

Come scegliere il manico della racchetta da tennis: il dettaglio che cambia il tuo gioco

In questo articolo vedremo come scegliere in modo corretto il manico della racchetta per giocare al meglio.
Molti tennisti passano ore a scegliere la racchetta perfetta… e poi sbagliano il manico. Eppure è proprio da lì che parte tutto: controllo, sensibilità, comfort e prevenzione degli infortuni. Un manico sbagliato può portare a problemi fastidiosi come l’epicondilite, il famoso “gomito del tennista”.

La buona notizia è che trovare la misura giusta è facilissimo.
Il metodo più pratico e semplice per verificare la misura giusta è prendere la propria racchetta e impugnarla con la mano che di solito si usa per giocare (mano dominante) e provare a inserire l’indice dell’altra mano nello spazio tra la punta delle dita e la base del palmo.


Si possono verificare diverse situazioni:

  • Misura Giusta: L’indice entra preciso.
  • Misura Troppo Piccola: C’è troppo spazio (più di un dito) o l’indice balla. Il rischio è che la racchetta ruoti nella mano.
  • Misura Troppo Grande: Non entra nemmeno un dito o passa solo la punta. Il rischio è di stringere troppo il manico, causando affaticamento o infortuni.

Negli adulti le misure standard del manico sono:

  • L1 (4 1/8): Mani molto piccole, spesso per donne o ragazzi.
  • L2 (4 1/4): Mani medio-piccole.
  • L3 (4 3/8): La misura più comune, adatta alla maggior parte degli uomini e donne con mani grandi.
  • L4 (4 1/2): Mani grandi.

Se siete indecisi su quale manico acquistare vi consiglio di scegliere il manico con la misura più piccola. E’ molto facile aumentare la dimensione di un manico piccolo mettendo sopra di esso un overgrip che aggiunge tra i 1,5 – 2 mm. Mentre ridurre la dimensione di un manico non è possibile.
Molti giocatori professionisti, come per esempio Jannik Sinner che molto spesso utilizzano una misura (L2) con un overgrip sopra per una maggiore sensibilità.

PolliciMisura del ManicoChi lo utilizza
4L 0Bambini
4 1/8L 1Bambini e Donne
4 1/4L 2Ragazzi e Donne
4 3/8L 3Uomini e Ragazzi
4 1/2L 4Uomo dalla mano grande
4 5/8L 5Uomo dal palmo molto grande

La misura del manico non è un dettaglio estetico: è un elemento tecnico fondamentale.
Sceglierla bene significa giocare meglio, con più controllo e meno fatica. Bastano pochi secondi per verificarla, ma la differenza in campo è enorme.

Babolat Pure Drive: perché è la racchetta perfetta per potenza e controllo

Cerchi una racchetta che ti dia potenza senza perdere controllo? La Babolat Pure Drive potrebbe essere la tua nuova arma.
E’ la racchetta che uso abitualmente da circa tre anni per allenarmi e giocare tornei amatoriali, ma può andare bene per qualsiasi livello di gioco.
E’ ideale per i giocatori che danno la priorità alla potenza e alla versatilità.
Ha un peso di 300 grammi che si adatta sia a giocatori giovani che adulti.
Quando colpisci la palla senti subito quella spinta esplosiva tipica della Pure Drive.
Consiglio inoltre di fare una buona incordatura per riuscire ad avere maggior potenza e un impatto palla perfetto che vada veloce e fluido.
Per quanto riguarda la parte di strategia in campo è una racchetta con cui si può dominare in ogni parte del campo e in qualsiasi situazione di gioco.
In un torneo questa racchetta ha davvero fatto la differenza: con la prima di servizio riuscivo a generare una potenza tale da mettere in difficoltà il mio avversario.
Questa racchetta in passato è stata utilizzata anche dai giocatori professionisti a livello ATP e WTA come per esempio Fabio Fognini, Garbiñe Muguruza, Sofia Kenin e molti altri giocatori.
Io l’ho acquistata con il manico numero 3 che di solito è quello più utilizzato dalla maggior parte delle persone quando decidono di acquistare una racchetta nuova.
In un altro articolo spiego come capire quale manico scegliere per acquistare una racchetta che sia la più confortevole per te.
Se vuoi scegliere il manico perfetto per la tua prossima racchetta, corri a leggere il mio articolo dedicato.


Pro

  • Potenza naturale elevata
  • Ottima versatilità
  • Adatta a molti livelli di gioco
  • Ampio sweet spot
  • Stabilità nei colpi

Contro

  • Non è la più morbida per chi soffre al braccio
  • Richiede un’incordatura adeguata
CaratteristicaValore
Peso300 g
Bilanciamento320 mm
Piatto corde100 in²
Schema corde16×19
Lunghezza68,5 cm

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